RECENSIONI
15 Gennaio 2026 - 18:46
rubrica a cura di Eva Monti
La Teresa Batista del titolo, la ragazza dalla pelle di rame, «bellissima, fatta di miele e di coraggio», bellezza fuori dal comune «più brava a litigare che a scrivere», è l’emblema di un genere, quello femminile, di un popolo, quello del Brasile, composito e plurale per razze e religioni, di un comune sentire che le permette, nonostante tutto (fame e carestie, guerre e oppressione, soprusi e stupri) di rialzare la testa. Lo fa ad ogni “amore” che incontra e perde. Rialza la testa come il popolo a cui appartiene che, seppur schiacciato per secoli dalla miseria, lotta ogni giorno e ogni giorno riesce a dare gloria all’esistenza. Lo si vede in tutti i romanzi di Jorge Amado, deputato del Partito comunista brasiliano (dal ‘45 al ‘48), poi costretto a fuggire e vivere in esilio. La terra di cui parla è la sua, Bahia des Todos Los Santos, dove sono confluiti indigeni, coloni europei ed ex schiavi africani, ognuno con un suo Dio e una sua religione. «Bahia, quella città che nasce dal mare e si arrampica su per la montagna, tutta un intreccio di scarpate», scrive. Mare e collina, che Teresa impara a conoscere bene nella sua vita fatta di lotta continua su tanti fronti...
su Luna Nuova di venerdì 16 gennaio 2026
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