RECENSIONI
29 Gennaio 2026 - 19:27
rubrica a cura di Eva Monti
«Sono cresciuto tra due religioni. Chiesa e moschea. Sure e parabole, Corano e Vangelo. Un bambino tra due mondi. Forse un traghettatore». Lo dice, con pacata voce di anziano, il protagonista de Il libraio di Gaza, romanzo di Rachid Benzine che parla dell’oggi a Gaza attraversando il passato. Non solo di quelle terre devastate, ma anche della nostra bella Europa, perché lo fa cogliendo nelle pagine dei libri di altri autori la condizione umana e il comune sentire di fronte alla vita, alla guerra, alla fame e alle disgrazie. Ma anche ai momenti più felici di essa, prima, durante e dopo la guerra. «Si riconosce la felicità dal rumore che fa andandosene» dice il protagonista del romanzo, ambientato nel presente di quella striscia di terra insanguinata. Si chiama Nabil, ed è un anziano che ogni mattina apre la porta della sua libreria, situata tra macerie e detriti, legge e aspetta. Un angolo di pace e di immensa serenità, per lui che pure ha perso tanto e che ricorda tutto, e per chi passa a comperare, più spesso solo a ricevere in regalo, i tanti libri che lui ha accatastato, che ha letto e rilegge, che consegna e consiglia...
su Luna Nuova di venerdì 30 gennaio 2026
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