BASKET

Se n'è andato Dino Galliano, il presidente che ha rilanciato l'Orbassano

Oltre vent'anni di passione, operosità e valori forti: «Rimarrà sempre nei nostri cuori»

15 Maggio 2020 - 01:08

Se n'è andato Dino Galliano, il presidente che la rilanciato l'Orbassano

L’Orbassano Basket adesso è un po’ più solo. Nella notte tra mercoledì e giovedì se n’è andato Dino Galliano, il presidente che tra il 1997 e il 2017 aveva trasformato il club senza fare rumore. Da quando aveva ceduto la presidenza, era rimasto in società per dare supporto all’attività del minibasket e per fare quello che sapeva fare meglio di tutti: mettere mano alle cose pratiche. Una lampadina da cambiare, gli spalti da sistemare, un particolare da curare. Galliano era il silenzio e la pazienza, la preziosità dell’ombra, ma soprattutto la passione.

Un male incurabile. Quelle partite che non si vorrebbe mai perdere. Galliano aveva 70 anni. Lascia la moglie Alba e i figli Alessia e Simone. L’Orbassano Basket giovedì pomeriggio ha appeso uno striscione alla recinzione della sua casa: “Rimarrai sempre nei nostri cuori. I tuoi ragazzi”.

In questa frase c’è tutto. L’affetto dei giocatori e la storia del club riscritta da Galliano. Dino è stato uno dei fondatori del nuovo Urba, nel 1997. Con la moglie e un gruppo di genitori decise che per i ragazzi di Orbassano era venuto il momento di smetterla di andare a giocare nei paesi vicini. Ne era nata più di una squadra: un movimento. Quello che ancora oggi si riflette nel Basket 86 Orbassano, un’associazione che nel pieno dello sviluppo è arrivata anche ad avere 300 tesserati.

Tra questi ci sono molti giocatori della squadra di Promozione, allenata da Marco Ramazzina. Giovedì il capitano Flavio Riello e Carlo Sardella hanno preparato lo striscione insieme al presidente di oggi, Gabriele Cuppone, che ha ricordato così il suo amico e predecessore: «In vent'anni Dino Galliano ha dato la possibilità a centinaia di ragazzi di imparare a giocare a basket, di far conoscere Orbassano ad altre comunità attraverso tornei nazionali e internazionali, di crescere giocatori, di portare la squadra senior ad ottenere una storica promozione in Serie D nel 2015, cosa mai vista a Orbassano. E in ultimo, ha dato la possibilità a quattro ragazzi e qualche genitore di portare avanti quello che per vent’anni aveva cresciuto come un figlio. Sono sicuro che sarà impossibile anche solo avvicinarci a quello che ha fatto lui, ma noi cercheremo di farlo al meglio».

Flavio Riello: «Nonostante l’età e i problemi, Dino c’era sempre. Perché aveva una passione vivida, indistruttibile, e perché era un eccezionale portatore di valori forti, che nello sport fanno ancora la differenza».

Conclude Cuppone, presidente giovane che oggi riceve definitivamente un’eredità importante: «Dino lo potevi trovare in palestra alle 16 a sistemare i canestri dei più piccoli che frequentavano i corsi di minibasket e, incredibilmente, lo ritrovavi anche alle 23 a pulire palestra e spogliatoi dopo gli allenamenti dei più grandi. Si dedicava alle cose che servivano veramente per far funzionare la nostra società».

Raccontano, i suoi ragazzi, che non ha mai lavorato per finire sulle pagine dei giornali, alle quali preferiva di gran lunga lo stare in palestra, dove alla fine c’era sempre qualcosa da sistemare. Era uno che non stava ad aspettare i bandi e gli interventi della Regione, proprietaria delle palestre dove l’Urba giocava: se c’era un problema tecnico, dalle luci al parquet, lo risolveva. Dino Galliano è stato un grande esempio per l’Orbassano Basket, che gli deve davvero il “grazie” trasmesso da quello striscione giallo e blu ricamato dalle firme dei giocatori.

Ugo Splendore

tutto su Luna Nuova di martedì 19 maggio 2020

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