CARABINIERI FORESTALI

Caselette, lavori non autorizzati nella Dora: imprenditore denunciato

Occupati 4mila metri quadrati di demanio idrico con restringimento di 400 metri della sezione destinata al deflusso del fiume

19 Marzo 2026 - 11:10

Caselette, lavori non autorizzati nella Dora: imprenditore denunciato

Un noto imprenditore della zona è stato denunciato alla procura della Repubblica per aver eseguito alcuni lavori all’interno della Dora in assenza di autorizzazione. Le indagini sono state condotte dai carabinieri forestali di Almese, nell’ambito dei controlli condotti nel mese di febbraio sul territorio di Caselette: le lavorazioni contestate riguardano la movimentazione e il deposito di consistenti cumuli di sabbia e ghiaia, con annessa viabilità dedicata, sul greto del fiume. I lavori hanno comportato l’occupazione di circa 4mila metri quadrati di demanio idrico, ma soprattutto hanno provocato un considerevole restringimento della sezione destinata al deflusso delle acque per un tratto di circa 400 metri.

Si è reso pertanto necessario l’intervento dei funzionari dell’Aipo, Agenzia interregionale per il fiume Po e del Servizio tecnico regionale per definire le modalità di ripristino dello stato luoghi e verificare eventuali danni alle opere di difesa delle sponde. Ora sarà l’imprenditore stesso a dover presentare all’autorità amministrativa competente, ovvero la Regione Piemonte, i rilievi topografici e i volumi di materiale movimentato affinché venga valutata l’ammissibilità dell’intervento. Infatti l’attività di disalveo non è di per sé vietata, ma soggetta al rilascio di concessione, al termine di un iter che prevede l’acquisizione del parere favorevole di Aipo, per la compatibilità con le opere di difesa delle sponde, e del Settore tutela della fauna e della flora della Città metropolitana di Torino, che dispone le modalità di esecuzione per limitare i danni all’ittiofauna. Qualora sia anche prevista l’acquisizione del materiale ghiaioso estratto, è il Servizio tecnico regionale a quantificare il canone concessorio da corrispondere.

Tutti i lavori in alveo che implicano l’occupazione, anche temporanea, di aree del demanio idrico sono inoltre soggetti a specifico provvedimento, la cui mancanza comporta la sanzione amministrativa da un minimo di 500 euro a un massimo di 5mila euro. I carabinieri forestali sono tuttora impegnati nell’attività di controllo e monitoraggio dei principali corsi d’acqua per verificare l’occupazione e il taglio di piante in aree demaniale e, nel periodo estivo, lo saranno per i prelievi abusivi di acqua. Il procedimento penale si trova in ogni caso nella fase delle indagini preliminari: ogni valutazione è quindi da considerarsi allo stato degli atti, nel rispetto della presunzione di innocenza della persona coinvolta e fatte salve, ovviamente, le successive valutazioni di merito.

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